Volo Sereno
HomeBlog › Paura di volare senza farmaci

Paura di volare senza farmaci: si può, ma non come pensi

Elia Tramarin 6 minuti di lettura 31 luglio 2026
Illustrazione: un nodo stretto che si scioglie e diventa una rotta dritta verso il cielo aperto
Non si tratta di stringere di più. Si tratta di sciogliere.

La goccia nella tasca interna. Il bicchiere di vino al bar del gate. La pastiglia che ti ha dato tua sorella, «solo per questa volta», e che poi è diventata tutte le volte.

Cominciamo togliendo di mezzo la parte moralistica: non c'è niente di cui vergognarsi. Chi arriva a queste soluzioni non è debole: è una persona che aveva un volo da prendere e ha usato l'unico strumento che aveva. Il problema non è morale. È che quello strumento risolve un altro problema rispetto a quello che credi.

Prima di continuare, la cosa più importante. Se stai assumendo qualcosa che ti è stato prescritto da un medico, non sospendere e non modificare niente di tua iniziativa dopo aver letto un articolo, né questo né qualunque altro. Quella decisione spetta a te insieme a chi te l'ha prescritto. Io non sono una figura sanitaria e questo testo non è un parere medico.

Cosa trovi in questo articolo
  1. Ti porta a destinazione. Non ti toglie la paura.
  2. Il vero costo: il talismano
  3. Perché l'alcol è la scelta peggiore
  4. E i rimedi «naturali»?
  5. Cosa funziona davvero

Ti porta a destinazione. Non ti toglie la paura.

Facciamo una distinzione che sembra sottile e invece cambia tutto.

Un farmaco che riduce l'attivazione agisce mentre stai volando: abbassa il tremore, rallenta il cuore, ti rende il tempo più sopportabile. Fa quello che deve fare, e in una situazione specifica (un funerale dall'altra parte del mondo, un volo che non puoi rimandare) può avere perfettamente senso.

Quello che non fa è toccare il motivo per cui quell'attivazione parte. E siccome quel motivo resta intatto, al volo successivo sei esattamente al punto di prima.

È un cerotto che devi rimettere ogni volta. Funziona. Ma non guarisce niente, perché non è quello il suo mestiere.

Molte persone se ne accorgono da sole dopo qualche anno: «volo, ma solo se ho la pastiglia». A quel punto non hanno smesso di avere paura dell'aereo. Hanno solo aggiunto la paura di restare senza pastiglia.

Il vero costo: il talismano

Qui c'è il passaggio che quasi nessuno racconta.

Ogni volta che attraversi un volo grazie a qualcosa, la goccia o il bicchiere o la mano del partner o il sedile vicino all'uscita, la parte di te che si allarma registra una conclusione precisa: «è andata bene perché avevo quello».

Non registra «era sicuro». Registra «ce l'ho fatta grazie all'aiuto». E la volta dopo quell'aiuto le serve ancora, un po' di più.

È il motivo per cui certe persone volano da vent'anni e hanno ancora esattamente la stessa paura del primo giorno: ogni volo attraversato con un appoggio ha confermato che l'appoggio era necessario. È lo stesso meccanismo che descrivo parlando della ricerca di rassicurazione nei giorni prima della partenza.

Attenzione a non ribaltarlo. Questo non significa «volare a mani nude soffrendo è meglio». Non lo è: attraversare un volo stringendo i denti conferma alla stessa parte che era davvero una situazione da sopravvivere. Sia il talismano sia la resistenza eroica lasciano la paura dove sta. Il punto non è quanto soffri: è che il meccanismo non viene toccato in nessuno dei due casi.

Perché l'alcol è la scelta peggiore

Di tutte le strategie fai-da-te, il bicchiere prima dell'imbarco è quella che dà i risultati peggiori. Non per una questione di principio: per come funziona.

E i rimedi «naturali»?

Tisane, fiori, integratori, braccialetti, oli essenziali. La domanda arriva sempre, quindi rispondo dritto.

Sono generalmente innocui, e questo è già qualcosa, ma agiscono nello stesso posto del resto: sull'attivazione, non sulla causa. E soprattutto rischiano di diventare l'ennesimo talismano, con lo stesso identico meccanismo descritto sopra.

Se qualcosa ti fa stare un po' meglio e non ti fa male, tienilo pure. Solo, non aspettarti che chiuda la questione: non è costruito per farlo. E se hai altre condizioni di salute o assumi qualcosa, anche gli integratori vanno chiesti a un farmacista, non dati per scontati.

Cosa funziona davvero

Se il problema è che tutte queste strade lavorano sull'attivazione anziché su ciò che la fa partire, la risposta è abbastanza ovvia: bisogna lavorare su ciò che la fa partire.

Nel concreto significa non chiedersi «come resisto al prossimo volo», ma «perché il mio sistema d'allarme classifica questa situazione come pericolosa». Sono due domande completamente diverse, e portano a due lavori completamente diversi.

Il secondo è più breve di quanto la gente immagini: nella maggior parte dei casi, uno o due incontri. Non perché ci sia una magia, ma perché quando si smette di aggiungere spiegazioni e si va dove la reazione si è costruita, non serve molto tempo. Se vuoi vedere come è fatto passo per passo, l'ho spiegato qui senza tecniche segrete.

Cosa cambia davvero

  • Non serve più prepararsi giorni prima
  • Il volo torna a essere uno spostamento, non una prova
  • Smetti di organizzare la vita attorno all'evitare

Cosa non ti prometto

  • Che funzioni al cento per cento: nessuno può dirlo
  • Che tu diventi entusiasta di volare
  • Che sia il lavoro giusto per chiunque: a volte non lo è, e lo dico

Domande frequenti

Devo smettere di prendere quello che mi ha prescritto il medico?
No, e non è una decisione che spetta a me né a nessun coach. Se stai assumendo qualcosa su indicazione medica, non modificare né sospendere nulla di tua iniziativa: parlane con chi te l'ha prescritto. Il mio lavoro non interferisce con un percorso medico e non lo sostituisce.
Bere un bicchiere prima di volare aiuta?
È la strategia che funziona peggio. L'effetto calmante è breve e viene seguito da una fase in cui l'attivazione torna più alta di prima, spesso proprio a metà volo. In più l'alcol disidrata, peggiora il riposo e in quota si fa sentire di più. Il sollievo dei primi venti minuti si paga con le due ore successive.
Perché il farmaco non mi ha tolto la paura di volare?
Perché agisce sull'attivazione del corpo mentre stai volando, non sul motivo per cui quell'attivazione parte. Ti accompagna a destinazione, e questo può avere senso in una situazione specifica. Ma al volo successivo la paura è intatta, perché nel frattempo non è cambiato niente di ciò che la produce.
Posso lavorare sulla paura di volare mentre sto prendendo qualcosa?
Nella maggior parte dei casi sì, e non c'è nessun conflitto: quello che faccio io non è un trattamento sanitario. La cosa corretta è dirlo apertamente nella sessione conoscitiva, così valutiamo insieme il quadro. Se stai seguendo un percorso con uno specialista, la cosa giusta è parlarne prima con lui.
Se ho paura di volare senza farmaci, significa che sto peggiorando?
No. Significa che l'appoggio stava coprendo la paura, non riducendola, e che senza copertura la vedi per quello che è. È scomodo, ma è anche informazione utile: ti dice esattamente su cosa vale la pena lavorare.
Chi sono

Mi chiamo Elia Tramarin e faccio il coach specializzato nella paura di volare. Lavoro online, one to one, con chi vuole togliersi questo peso in fretta: nella maggior parte dei casi bastano uno o due incontri.

Non sono una figura sanitaria. Non prescrivo niente, non faccio diagnosi, non tratto disturbi e non sostituisco un percorso clinico. Quando quello che una persona si porta dietro esce dal mio ambito, mi appoggio a Ilaria Repossi, psicoterapeuta con studio a Milano, e indirizzo lì. Preferisco perdere un cliente piuttosto che prendermi un lavoro che non è il mio.

Come lavoro, nel dettaglio →

Questo articolo ha finalità informative e divulgative. Non costituisce parere medico e non contiene indicazioni terapeutiche. Nessuna informazione qui contenuta va usata per iniziare, modificare o interrompere l'assunzione di un farmaco: per qualunque decisione di questo tipo rivolgiti al medico che te l'ha prescritto o al farmacista. Se la paura incide in modo importante sulla tua vita quotidiana, parlane con il tuo medico o con uno psicoterapeuta.

Volare senza appoggiarsi a niente

Trenta minuti gratis, online, senza impegno, per capire se posso aiutarti.

Prenota la sessione gratuita Prima leggi la guida gratuita